Oscar 2014: Gli snobbati

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E si, anche quest’anno per il sottoscritto ci sono stati numerosi film snobbati. Alcuni dei quali non prenderanno nemmeno parte alla celeberrima notte degli Oscar, altri faranno da comparsate, altri ancora sono presenti in numerose categorie ma assenti in altre. Questo snobismo che considero comunque prettamente soggettivo è però, per quanto mi riguarda, una sorta di mancanza a più livelli. Da chi consideravo imprenscindibile nella nomina dei 5 candidati ad altre mancanze più o meno di rilievo.

  •  Livello di indignazione:
    -Monsters University – Ancora mi sto arrovellando per capire come mai sia stato nominato un film come I Croods per lasciare fuori l’ottimo film della Pixar che, a mio parere, poteva essere benissimo il vincitore di categoria. Forse si sono stancati di far vincere facile la Pixar.
    -Prisoners –  Snobbatissimo. Immeritatamente fuori da categorie come Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Originale e se vogliamo anche per l’Attore Non Protagonista Paul Dano. Contentino solo per la nomination come Miglior Fotografia, grazie a colui che si è fatto un nome, Roger Deakins.
    -Daniel Bruhl –  Ai Golden Globe era presente tra i migliori attori non protagonisti. Sbagliatissimo perché il film gira proprio attorno a lui, Niki Lauda. Però perlomeno il lavoro monstre dell’attore tedesco era stato riconosciuto. Agli Oscar non ha trovato spazio oppure non sapevano dove collocarlo dopo la gaffe globiana?
    -Blue Jasmine – Sarebbe stato l’ideale decimo dei Migliori Film. Che senso ha metterne 9? Si la politica è che i film devono avere almeno una certa percentuale di gradimento per rientrare nella listona… a questo punto non sarebbe meglio decidersi ad arrotondare?
    -Thelma Schoonmaker – Il suo grandissimo montaggio in The Wolf of Wall Street che da tutto il tono alla pellicola l’ho notato solo io o le 3 ore di film pensano si siano montate automaticamente da sole con un programma ipertecnologico a la Gravity?

 

  • Livello di dispiacere soggettivo:
    -A Proposito di Davis – Meritatissimo tra le 5 migliori fotografie e contentino per Miglior Sonoro. Ok lasciarlo fuori dalle principali categorie ma nel film c’è praticamente l’imbarazzo della scelta su quale prendere tra le migliori canzoni. Tante per citarne solo una manciata: Hang Me, Oh Hang Me, Five Hundred Miles e Fare Thee Well.
    -Rush – A grande sorpresa per me sarebbe potuto rientrare tranquillamente tra i migliori film dell’anno. Compresa la sceneggiatura e il citato Daniel Bruhl.
    -Mads Mikkelsen – In un anno in cui rimangono fuori gli ottimi Joaquin Phoenix di Lei, Tom Hanks di Captain Phillips e Robert Redford di All Is Lost, io non avrei mai e poi mai tralasciato la gigantesca interpretazione del danese per il nostro concorrente straniero ne Il Sospetto.

 

  • Livello di mancanze affettive:
    -Promised Land – L’analitico capolavoro di Gus Van Sant è stato COMPLETAMENTE snobbato. Peccato. La sceneggiatura per me è qualcosa che rasenta la perfezione.
    -Spring Breakers – Le odiose ragazzine di Harmony Korine sono sicuramente troppo sgraziate per presenziare alla cerimonia tradizionalista. Anche lo stile ancora troppo innovativo non poteva essere celebrato tra lo chic del gala.
    -Solo Dio Perdona – Che l’Academy ignorasse Refn lo avevamo già notato con Bronson prima e con Drive (ahimè) poi. Questo film, che ha diviso un po’ tutti, qualcosa avrebbe meritato.
    -Come Un Tuono –  Che Gosling vinca un Oscar è solo questione di tempo. Ma l’ottimo film di Derek Cianfrance è un peccato non vederlo in nessuna lista, specie tra le migliori sceneggiature.
    -Scarlett Johansson – Dopo la brillante operazione romana avrei portato la voce della diva anche tra le migliori prove femminili dell’anno.

 Lorenzo Scappini

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