È gia cult: la recensione di LA LA LAND

Come era da aspettarselo il 2017 inizia con il botto. Il 26 febbraio avremo la serata degli Oscar e come tutti gli anni le pellicole si accumulano nel periodo antecedente alla notte delle Star.  In un era così altamente digitalizzata, mai come questa volta l’uso della parola pellicola è indovinata. Si la-la-landperché come detto precedentemente il cinema guarda sempre più allo stile del passato. LA LA LAND non è da meno e si presenta come un film fresco ma con un gusto antico, quel sapore di cinema classico che Hollywood ci ha insegnato ad amare con i Tip Tap di Fred Astair e Ginger Rodger, con Cantando Sotto la Pioggia, con West Side Story e con Greese. Si perchè LA LA LAND è un musical di quelli che rimaranno nella storia. Anzi non è un musical ma un film musicale, un nuovo classico. Un film classico nelle impostazioni, nella grafica, nella colonna sonora, nelle coreografie ma al tempo stesso fresco  e  innovativo nella regia di Damien Chazelle che a 31 anni (mannaggia a lui) si presenta come una delle più innovative menti di un cinema americano forse troppo saturo di effetti e storie povere. Come già citato nell’articolo precedente, assistiamo ad un cinema che punta al passato, al gusto classico. Un cinema che, in una sorta di autoanalisi, fa alcuni passi indietro per andare a ripescare quel passato che l’ha resa gloriosa e proprio da lì, da quel passato ritrova la linfa vitale che gli serve per dar sfogo alla mente di Chazalle sfornando una regia che osa e che fa gioire, in una fotografia spettacolare e carica.

La-La-Land-Reviews

La storia, non certo delle più innovative, ma molto ben costruita e non banale, parla dei due sognatori Ryan Gosling e Emma Stone che si incontrano e si lasciano in una Los Angeles che è la terza protagonista del film che, silenziosa e “nascosta”, sotto le spoglie di pura scenografia ci prende per mano e ci trascina nella città degli angeli e nei suoi sogni dove tutto brilla e nulla conta davvero.

Il jazz. Ancora una volta il jazz fa da sottofondo musicale, andando a ribadire l’amore sconfinato che questo regista ha per questo genere musicale, amore trasmessoci dalle parole di Gosling e da momenti musicali dove difficilmente si riesce a non ballare sulle poltrone.

Emma Stone calata perfettamente nella parte eccelle in un personaggio che sembra vero più che mai, a scapito di un Rayan Gosling che nonostante la bravura lo vediamo a disagio in un ruolo “estremo” per lui. Ma qui sta anche lo spirito di intraprendenza del regista che nonostante tutto è stato capace di renderlo credibile all’interno del film.

Una pellicola che va vista con un occhio non superficiale, un occhi che non si sofferma alla storia ma che osserva il film nel profondo. Osservandola la land_2 l’innovazione, la freschezza nel classico e nel già visto. Un occhio capace di osservare la semanticità del film e il suo essere un manifersto per i sognatori e per i romantici di tutti i tempi.

Sifdo a chiunque a uscire dalla sala e non canticchiare il tema principale che si insinua prepotente si dalla bellissima overture del film.

Le sue 14 nomination sono più che giustificate, io personalemente farò il tifo per questo film e per i suoi autori. Ma la curiosità che mi sorge è dopo lo scoppiettante esordio a suon di batteria jazz di Whiplash e le melodie jazz di La La Land sarà capace Chazzalle a rinnovarsi di nuovo? Le capacità registiche e stilistiche di questo ragazzo che si sono confermate in questo film mi lasciano credere che ci sia una sola risposta: sì.

Buon cinema a tutti!

Orari Spettacoli

 Trailer

Voto: 10/10

Nessun Commento

Aggiungi il tuo commento

Your email address will not be published.