Berlinale 2014: L’Orso d’Oro è cinese, Orso d’Argento a The Grand Budapest Hotel

Chinese director Diao Yinan holds up the Golden Bear trophy during the awards ceremony of the 64th Berlinale International Film Festival in Berlin

Importante annata per la kermesse tedesca che, a conti fatti, risulta essere in assoluto l’edizione con più affluenze finora (quasi 350 mila biglietti staccati). Grande traguardo per la 64^ edizione della Berlinale che si conferma come più grande festival europeo dopo Cannes e Venezia, ma soprattutto vetrina importante per giovani registi e autori fuori dal grande business.

kreuzweg-posterDalle prime voci di critica e pubblico pare essere stato un anno ricco. Tanti i film belli, taluni capolavori. A detta di alcuni il migliore film, meritevole dell’Orso d’Oro, sarebbe stato il religioso Kreuzweg (letteralmente: Via Crucis), per altri invece sarebbe stato ineccepibile non premiare Boyhood di Linklater, dramma che segue le vicende di un ragazzino fino alla sua età adolescenziale, girato dal regista nell’arco di 11 anni; un interessante progetto che ha richiesto perseveranza e costanza negli anni ed un piccolo carico di lavoro di poche settimane all’anno. Un progetto faraonico che è valso al regista texano della Before Trilogy (altro progetto che ha occpuato la maggior parte del tempo) il premio come miglior regista. Ma nessuno dei due film ne l’ultimo capolavoro di Wes Anderson sono riusciti a vincere la Berlinale 2014. A sorpresa il vincitore è il cinese Black Coal, Thin Ice (carbone nero, ghiaccio sottile), noir poliziesco ambientato nelle fredde montagne della Cina del Nord.

hr_The_Grand_Budapest_Hotel_3Importante operazione che consentirà al film orientale anche una distribuzione mondiale e quindi una più vasta comprensione della Cina nel resto del mondo, che, grazie al cinema e ai Festival in particolare, sta costruendo dei piccoli ponti con il mondo occidentale. Distribuzione che sicuramente troverà Wes Anderson con il suo nuovo film premiato dalla giuria con l’Orso d’Argento. Ma a dettare legge è ancora l’oriente con il premio al miglior contributo tecnico per la fotografia di Blind Massage e addirittura dominando la sezione degli attori: miglior attore maschile a Liao Fan, protagonista di Black Coal, Thin Ice e miglior attrice ad Haru Kuroki per The Little House.

Il film di Dietrich Bruggerman, Kreuzweg, si è invece dovuto accontentare del premio per la migliore sceneggiatura. Dalle prime indiscrezioni pare essere un vero e proprio capolavoro di scrittura. Restiamo in attesa di una sua uscita italiana. Ma a risonare tra tutti i premi, giusti o meno che siano, è l’incredibile riconoscimento dato ad un regista 92enne, dal nome di Alain Resnais, per l’innovazione cinematografica. Anche in questo caso aspettiamo con ansia di vedere nel nostro paese l’innovazione dell’anziano regista.
Ecco il palmarès della 64^ edizione del Festival di Berlino:

Orso d’oro per il miglior film: 
Black Coal, Thin Ice di Diao Yinan

Orso d’argento Gran Premio della Giuria: 
The Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson

Orso d’argento per la miglior regia: 
Richard Linklater per Boyhood

Orso d’argento per la migliore attrice: 
Haru Kuroki per The Little House

Orso d’argento per il miglior attore: 
Liao Fan per Black Coal, Thin Ice

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura:
 Dietrich Brüggemann e Anna Brüggemann per Kreuzweg

Orso d’argento per il miglior contributo tecnico: 
Zeng Jian per la fotografia di Blind Massage

Premio Alfred Bauer per l’innovazione:
 Aimer, boire, et Chanter di Alain Resnais

Premio per la migliore opera prima: 
Güeros di Alonso Ruizpalacios

Panorama – Premio del Pubblico – Fiction:
Difret di Zeresenay Berhane Mehari, Etiopia
The Way He Looks di Daniel Ribeiro, Brasile
Brides di Tinatin Kajrishvili, Georgia

Panorama – Premio del Pubblico – Documentari:
Der Kreis di Stefan Haupt, Svizzera
Finding Vivian Maier, di John Maloof & Charlie Siskel, USA
Meine Mutter, ein Krieg und ich di Tamara Trampe & Johann Feindt

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